Incassò oltre 505mila euro del Lotto senza versarli: condanna definitiva per il gestore di una ricevitoria

Gestore di una Ricevitoria Condannato per Peculato

La vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto un gestore di una ricevitoria del Lotto in provincia di Milano si è conclusa con una condanna definitiva per peculato, confermata dalla Corte di Cassazione. Il caso ha suscitato attenzione perché ribadisce principi giuridici fondamentali sulla natura del denaro incassato dalle ricevitorie e sui doveri degli operatori del gioco pubblico.

I Fatti e la Condanna Definitiva

Secondo la ricostruzione della Corte, il gestore ha trattenuto oltre 505.000 euro provenienti dalle giocate al Lotto, senza versarli allo Stato come previsto per legge. La somma, considerata denaro pubblico sin dal momento della riscossione, doveva essere immediatamente trasferita all’Erario; il mancato versamento ha quindi configurato il reato di peculato continuato.

Principio Giuridico Ribadito dalla Cassazione

Una delle punte centrali della sentenza riguarda la qualifica del denaro incassato: i giudici hanno affermato che, nel momento stesso in cui il gestore riceve le giocate, tali somme diventano pecunia publica, ossia denaro pubblico di proprietà dello Stato. La condotta di trattenerle, anche se materialmente gestite dall’operatore, costituisce appropriazione indebita ai sensi dell’articolo 314 del codice penale.

La Difesa e il Rigetto della Tesi Contraria

La difesa dell’imputato aveva sostenuto che il rapporto tra il gestore e il concessionario fosse di natura puramente privata e che il denaro incassato non potesse essere considerato pubblico fino al momento del versamento; tuttavia questa linea difensiva è stata rigettata dalla Suprema Corte, che ha ribadito la natura pubblicistica dell’attività e dei fondi connessi.

Implicazioni per il Settore del Gioco Pubblico

Questa sentenza rappresenta un monito per tutti gli operatori del gioco pubblico: gestire una ricevitoria non è solo un’attività commerciale, ma comporta la responsabilità di maneggiare denaro pubblico con piena diligenza. La conferma della condanna rafforza la tutela delle risorse erariali e la responsabilizzazione di chi opera in questo settore.

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