Pensione a rischio, senza i dati a febbraio l’Inps può tagliare l’assegno (e chiedere i soldi indietro)

Febbraio rappresenta un momento cruciale per migliaia di pensionati italiani che ricevono prestazioni legate al reddito. Entro il 28 febbraio 2026, è obbligatorio trasmettere all’INPS la dichiarazione reddituale relativa all’anno precedente, tramite il modello RED o altri canali digitali. Senza questa verifica, l’ente può sospendere o revocare integrazioni, con conseguenze finanziarie immediate e richieste di restituzione.

Queste regole colpiscono in particolare le pensioni sensibili alla situazione economica familiare. Ignorare la scadenza non è una scelta innocua: può portare a tagli drastici sugli assegni mensili, lasciando molti nuclei familiari in difficoltà. Scopriamo insieme i dettagli per evitare sorprese.

Le prestazioni a rischio: cosa entra nel mirino dell’INPS

Non tutte le pensioni sono uguali. L’INPS monitora attentamente quelle con componenti variabili in base ai redditi del beneficiario, del coniuge o del nucleo familiare. Si tratta di importi erogati solo se i guadagni restano sotto soglie precise, verificate annualmente.

Tra le più colpite ci sono le pensioni integrate al minimo, che portano l’assegno base a un livello dignitoso per chi ha redditi bassi. Allo stesso modo, le maggiorazioni sociali e la quattordicesima – quel bonus estivo extra – dipendono da controlli reddituali rigorosi.

Assegni sociali e pensioni di reversibilità

Gli assegni sociali e le pensioni di reversibilità con integrazioni sono altrettanto vulnerabili. Queste prestazioni assistenziali richiedono prove concrete di basso reddito per continuare. Senza dati aggiornati, l’INPS presume irregolarità e agisce di conseguenza.

  • Pensioni integrate al minimo: Aggiungono euro essenziali per chi è al limite della soglia di povertà.
  • Maggiorazioni sociali: Incrementi per anziani over 70 con redditi modesti.
  • Quattordicesima: Pagamento aggiuntivo a luglio, a rischio se non si dichiara.
  • Assegni sociali: Interamente legati al reddito familiare.
  • Pensioni reversibilità con integrazioni: Per vedovi con situazioni economiche fragili.

Questi benefici sostengono centinaia di migliaia di italiani, soprattutto nel Sud e tra le fasce più deboli. La mancata comunicazione può azzerarli da un mese all’altro.

I rischi concreti: da sollecito a revoca definitiva

Superata la scadenza del 28 febbraio senza invio del RED, l’INPS non aspetta passivamente. Inizia con un sollecito formale, concedendo circa 60 giorni per rimediare. È un’opportunità preziosa, ma va colta al volo.

Se ignorato, scatta la sospensione della prestazione: la prima rata utile arriva ridotta o azzerata per le parti sensibili al reddito. Immaginate di ricevere solo la pensione base, perdendo 100-300 euro mensili: un duro colpo per chi conta su ogni centesimo.

La revoca e le richieste di restituzione

Trascorsi 120 giorni dalla sospensione senza dati, arriva la revoca definitiva. L’INPS ricalcola gli anni precedenti: se i redditi superavano le soglie, pretende indietro le somme erogate indebitamente. Questo può tradursi in piani di recupero mensili o cartelle esattoriali.

Per famiglie fragili, è un incubo finanziario. Molti pensionati, già con bilanci risicati, finiscono in spirali di debito. Casi reali mostrano recuperi da migliaia di euro, dilazionati ma sempre gravosi.

  • Sollecito iniziale: 60 giorni di grazia.
  • Sospensione: Accredito solo quota base.
  • Revoca: Perdita permanente e ricalcolo retroattivo.
  • Restituzione: Rate future o cartelle.

Chi è obbligato a inviare i dati reddituali?

Non tutti i pensionati devono muoversi. L’obbligo tocca chi riceve plus legati al reddito. Titolare di pensione integrata al minimo? Sì. Maggiorazione sociale o assegno sociale? Assolutamente.

Includono anche invalidi civili e reversibilità con integrazioni. Persino chi ha già fatto il 730 o Redditi PF deve integrare dati non fiscali: interessi bancari, rendite da titoli, pensioni estere.

Notifiche e responsabilità personale

L’INPS spesso invia SMS o lettere personalizzate sulla campagna RED. Ma la responsabilità è del cittadino: verificare l’obbligo sul sito INPS o ai patronati è essenziale. Ignorare un avviso può accelerare i problemi.

Nel 2025, campagne digitali hanno raggiunto milioni, ma molti over 75 restano esclusi per barriere tecnologiche. Qui entrano in gioco i CAF gratuiti.

Come mettersi in regola: guida pratica e veloce

La soluzione è semplice e accessibile. Prima del 28 febbraio 2026, usa il portale INPS con SPID, CIE o CNS per il RED precompilato. Controlla dati caricati automaticamente e integra se serve.

Per chi preferisce aiuto umano, patronati e CAF offrono servizi gratuiti. Porta CU 2023, estratti conto e documenti redditi: compilano e inviano in poche ore.

Se hai già ricevuto sollecito o sospensione

Non panicizzare: rispetta i termini nelle comunicazioni INPS. Spesso, sanando entro i 120 giorni, eviti revoche e riduci restituzioni. Contatta subito un patronato per assistenza mirata.

  • Online INPS: RED precompilato rapido.
  • CAF/Patronati: Aiuto personalizzato gratis.
  • Documenti necessari: CU, 730/Redditi, redditi extra-fiscali.
  • Tempistiche: Prima del 28/2 per evitare tutto.

Prevenire è meglio: dedica un pomeriggio ora per non pentirtene a marzo. Molti evitano così stress inutili.

Conclusione: agisci ora per proteggere la tua pensione

La pensione non è un diritto assoluto, ma condizionato da regole chiare. Il modello RED entro febbraio 2026 è la chiave per mantenere integrazioni, maggiorazioni e bonus. Ignorarlo espone a sospensioni, revoche e debiti: rischi troppo alti per la serenità quotidiana.

Consulta il sito INPS, un patronato o attiva SPID oggi. Con un piccolo sforzo, assicuri stabilità al tuo assegno. Ricorda: l’INPS verifica per equità, ma spetta a te difendere i tuoi diritti. Non aspettare il sollecito – previeni e vivi tranquillo.

Condividi questo articolo con familiari pensionati: potrebbe salvarli da brutte sorprese. Per aggiornamenti su pensioni e fisco, resta sintonizzato sul blog.

Chi deve inviare il modello RED all’INPS entro febbraio 2026?

Titoli di pensioni integrate al minimo, maggiorazioni sociali, quattordicesima, assegni sociali e reversibilità con integrazioni. Anche chi ha redditi extra-fiscali come interessi bancari.

Cosa succede se non invio i dati entro il 28 febbraio?

Primo sollecito con 60 giorni, poi sospensione della prestazione sensibile al reddito e, se ignorato, revoca con possibile restituzione somme.

Come compilare il RED precompilato?

Accedi al sito INPS con SPID, CIE o CNS, verifica dati caricati e invia. Altrimenti, usa CAF o patronati gratuitamente.

Posso recuperare se ho già la sospensione?

Sì, entro 120 giorni dalla sospensione, inviando i dati: evita revoca e riduce importi da restituire.

Quali documenti servono per il RED?

CU 2023, dichiarazione 730/Redditi, estratti conti per interessi, redditi esteri o da titoli.

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